Progetto cofinanziato da
Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di paesi terzi

 

Sviluppo di comunità

Integrazione e appartenenza nel welfare di quartiere - evento finale di INTEREST

 

Si è svolto sabato 13 giugno 2015 presso Bookique l'evento finale del progetto INTEREST dal titolo Integrazione e appartenenza nel welfare di quartiere. L'evento è iniziato con la presentazione degli Esiti generali del progetto INTEREST: considerazioni di metodo e di approccio a cura di Stefano Sarzi Sartori. E' seguita la Sintesi degli esiti nei quartieri: Brione a Rovereto a cura di Chiara Giacomoni, operatrice del progetto, accompagnata da Teresa Pietropaolo e Mario Bocchi, referenti di Quartiere Solidale; Villazzano3/Madonna Bianca a Trento a cura di Linda Bertoncelli, operatrice del progetto con l’educatrice del Polo Sociale Oltrefersina Antonia Banal; Solteri/Centochiavi/Magnete a Trento a cura di Silvia Volpato, operatrice del progetto; Prato a Cles a cura di Alessia Bonadiman, operatrice del progetto. La prima parte si è conclusa con L'esperienza pilota Housing di Quartiere nel rione S. Marco a Rovereto, a cura di Beatrtice Taddei Saltini e Francesco Modenese operatori del progetto e con Massimiliano Colombo, direttore APSP Vannetti. Sono state presentate in seguito Esperienze significative a livello nazionale e internazionale: La generatività della relazione nell'esperienza dialogica finlandese: uno sguardo su INTEREST con Nina Saarinen e L'esperienza di comunità del quartiere San Siro a Milano con Anna Carretta.

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Tavola rotonda Tessere Quartieri - Incontro di restituzione del progetto INTEREST

Partendo da alcuni risultati del progetto INTEREST, amministratori locali, operatori del terzo settore, servizi sociali, rappresenanti delle circoscrizioni e cittadini si sono confrontati mercoledì 18 marzo nella Tavola rotonda Tessere Quartieri sul raccordo tra le reti di cittadini, il terzo settore, reti di servizi e livelli politici locali. Qui di seguito in allegato l'articolo apparso su Il Corriere del Trentino del 19 marzo 2015 a firma di Erica Ferri.

Noi (per) il Quartiere a Madonna Bianca/Villazzano3

ATAS onlus con TRA.Mi.Te ha collaborato all’interno del progetto NOI (per il) QUARTIERE alla realizzazione di alcune iniziative di animazione del quartiere venerdì 6 giugno a Madonna Bianca e sabato 7 giugno a Villazzano 3, uno dei contesti abitativi interessati dal progetto TRA.Mi.Te. Due giornate conviviali e partecipate nella cornice delle torri, con il picnic, la passeggiata nel giardino Garbari con la signora Luciana, i laboratori artistici per bambini, il pranzo insieme e la lezione di cricket con la squadra pakistana della zona. Tutte proposte nate dai residenti e portate avanti con la collaborazione delle diverse realtà del territorio aderenti al progetto.

www.facebook.com/events/1416905875261791/

Il progetto TRA.Mi.Te verso la conclusione

Si è svolta giovedì 22 maggio la terza Tavola rotonda del progetto TRA.Mi.Te dal titolo "Nuove frontiere per la riqualificazione urbana e sociale dei quartieri" dove abbiamo conosciuto e ci siamo confrontati con le esperienze della Gestione sociale e partecipata dei quartieri e delle Wächterhäuser a Lipsia, dove si sta utilizzando il patrimonio sfitto in maniera creativa per la qualificazione urbana e sociale dei quartieri. L'incontro ristretto seguito a tale evento, alla presenza di figure tecniche e istituzionali interessate al tema, ha visualizzato la possibilità concreta di sperimentare co-housing di quartiere a partire proprio dall'ingente patrimonio sfitto trentino e su questo si intende lavorare. Si è concluso inoltre il ciclo di Laboratori formativi per cercare di capire come far funzionare al meglio un condominio e come si possono trovare soluzioni ai problemi di convivenza condominiale. Gli ultimi appuntamenti si sono tenuti nei contesti coinvolti dal progetto a Trento e Rovereto sabato 14 giugno. Si è trattato di "Dialoghi sul quartiere che vorremmo" dove i cittadini hanno potuto condividere idee e progetti su cosa possono fare insieme per cambiare il proprio contesto.

Il progetto TRA.Mi.Te terminerà con la fine di giugno. Quanto realizzato negli scorsi mesi sarà ulteriormente sviluppato e ampliato grazie al nuovo finanziamento ottenuto da ATAS onlus con il progetto INTEREST: INtegrare TEssendo REti e Servizi Territoriali dal condominio al quartiere, sempre cofinanziato dall'Unione Europea - Fondo europeo per l'integrazione di cittadini di Paesi terzi e dal Ministero dell'Interno, dove al partenariato di TRA.Mi.Te si aggiungono Con.solida e APPM.

Abitare Paladina

Abitare Paladina è un servizio gratuito, promosso dall’Amministrazione Comunale di Paladina, e gestito dalla Cooperativa In Cammino, in collaborazione con l’ambito Villa d’Almè-Valle Imagna. Il progetto offre ad ogni cittadino:

- momenti d’ascolto delle proposte, richieste, idee, necessità e risorse riguardo all'abitare a Paladina;

- forme d’aiuto per trovare insieme una soluzione pratica alle necessità della vita di tutti i giorni;

- mediazioni tra il cittadino e l’insieme dei servizi alla persona (comunali, sociali, sanitari e del volontariato).

Ogni cittadino può partecipare ad "Abitare Paladina" e migliorare il come Abitare Paladina.

http://abitarepaladina.it/

C'ENTRO - La comunità locale costruisce servizi per le famiglie

In un comprensorio della provincia di Reggio Emilia (il "distretto ceramico" di Scandiano) un insieme composito di attori sociali (famiglie, Amministrazioni comunali, Azienda USL, cooperative sociali, associazioni di volontariato, col costante sostegno della Provincia), ha sviluppato un percorso che, nell’arco di 13 anni, attraverso centinaia di incontri di sensibilizzazione, ricerca, formazione e progettazione che hanno coinvolto 1.600 famiglie, ha costruito un sistema di nuovi servizi per le famiglie (“C’entro”), gestiti con l’apporto determinante delle famiglie, non solo quelle socialmente ingaggiate, ma anche e soprattutto persone “normali”, che abitualmente segnalano innanzitutto la mancanza di tempo.

www.centrofamiglietresinarosecchia.it/

Metodi dialogici finlandesi

Da sempre la Finlandia pone al centro della sua governance gli obiettivi della qualità e della sostenibilità dei servizi. Circa 15 anni fa i dati di ricerca rilevavano come di fronte ai nuovi e complessi scenari sociali il modello di welfare finlandese – tradizionalmente di tipo assistenziale - avesse un grave problema di sostenibilità economica: a una crescita della spesa corrispondeva infatti un continuo incremento quantitativo e qualitativo del disagio. Fu perciò chiesto all’ente di ricerca e sperimentazione sul welfare (National Institute for Health and Welfare - THL) di sperimentare e fornire risposte operative in grado di invertire tale rotta.

Nasce così l’esperienza del welfare dialogico che, superati i confini del progetto sperimentale, è oggi una prassi sempre più diffusa in tutta la Finlandia e anche oltre (si sta diffondendo in Norvegia e Svezia), coinvolgendo intere municipalità e dimostrando coi numeri la sua efficacia. Il modello elaborato è centrato sul principio dialogico-relazionale e sul presupposto che gli operatori (anche persone dentro i contesti: scuole, centri sportivi, ecc.) non sono chiamati a dare risposte, ma a promuovere riflessività tra tutti i soggetti coinvolti dalla situazione approcciata, generando così da quegli stessi soggetti risposte ai problemi. Un modello dunque teso ad avviare processi partecipativi che riattivano le risorse presenti nei diversi contesti di vita delle persone. Gli interventi, orientati al “fare insieme precoce”, hanno una forte valenza preventiva e colgono quella fascia grigia tra normalità e disagio conclamato, che scivola in carico ai servizi e che costituisce oggi il grande problema sociale.

La forza di questa esperienza sta rivoluzionando anche le stesse logiche di governance dei sistemi, dimostrando come il codice dialogico-relazionale, uscendo da un utilizzo strettamente personale, possa informare, al pari del codice burocratico-normativo, le logiche stesse di funzionamento dei sistemi, permettendo l’efficace gestione di realtà complesse.

Reti e laboratori di cittadinanza attiva a Fidenza

La comunità è l'insieme di tutte le persone che vivono e operano nel territorio, indipendentemente dalla provenienza e dalle condizioni personali, familiari e sociali. Tutti siamo coinvolti in processi inarrestabili che richiedono disponibilità al cambiamento. Uno di questi è la globalizzazione, di cui l’immigrazione è solo uno dei prodotti, così come la vulnerabilità generata dalla disgregazione. In questo contesto costruire comunità si realizza costruendo relazioni.  

Allegati:
Scarica questo file (tavola rotonda 15 marzo Fidenza finale.pdf)tavola rotonda 15 marzo Fidenza finale.pdf[Intervento di Marco Begarani 15.03.2014]570 kB

La nuova Malpensata

Il cittadino diventa protagonista, l'educatore diventa operatore territoriale, l'utente torna ad essere cittadino, la rete di risorse rispondono alle fragilità prima che diventino problemi. Tutto questo al quartiere La Malpensata di Bergamo.

Progetto Quartiere solidale nel quartiere Brione a Rovereto

Quartiere Solidale è una rete di cittadini, associazioni, cooperative che si preoccupano di migliorare gli spazi fisici e le relazioni e dare un aiuto concreto ai più deboli all'interno del quartiere Brione di Rovereto, un quartiere di circa 8000 abitanti e con una percentuale di residenti di origine straniera superiore alla media del Comune.

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